Giorgio Politeo e l’arte

Authors

DOI:

https://doi.org/10.15291/radoviling.2314

Abstract

II presente saggio si propone di far luce su un pensatore croato della seconda metč dell’800, finora quasi completamente sconosciuto alla scienza e alla critica, oppure talvolta interpretato parzialmente e intenzionalmente. L’autore del saggio mette in evidenza i valori storici delle idee di Politeo e quindi rileva l’attualità di alcune sue opinioni sull’origine dell’arte e sulla sua funzione social'e, individuando punti di contatto tra Politeo ed alcuni tra i piu noti pensatori moderni — Plehanov, Lukacs, Lefebvre, Heidegger. Dopo una breve introduzione in cui fa leva prevalentemente sulla fede di Politeo nell’immortalita della creazione artistica, in contrapposizione alle tendenze speculative della filosofia classica tedesca, l’autore si occupa, nel primo capitolo dedicato all’origine dell’dspirazione artistica, delle emozioni considerate da Politeo come primarie attivita dell’uomo, storicamente sviluppate e trasformate, nelle quali si rivela la piu intima verita della societa umana nelle varie fasi del suo sviluppo. L’arte, che e anch’essa la manifestazione piu spontanea dell’essere umano ha la sua origine nelle emozioni. Il fatto che non sempre si è in grado di spiegare razionalmente un fatto emotivo, prova che »le forze dell’essere sono, nell’uomo, superiori alle forze conoscitive«. Nel secondo capitolo, dedicato agli elementi fondamentali dell’opera d’arte l’autore espone la teoria Pol'iteana sull’inscindibilita dei concetti di contenuto e forma nell’arte. Secondo Politeo la forma artistica e l’oggettivazione del sentimenta del Bello, che oltre ad avere un valore puramente edonistico desta nell’uomo emozioni etiche e suscita il desiderio di conoscere le leggi dell’esistente. Dopo aver elaborata la concezione di Politeo che l’opera d’arte non nasce dall’auto- coscienza del genio, che si e posto al di sopra dell’uomo; dopo averci esposto la teoria Politeana sull’arte come oggettivazione del mondo soggettivo, l’autore del saggio mette in evidenza la funzione storica della forma artistica e sottolinea l’opinione di Politeo che l’urtista, immerso profondamente nei problemi storico- sociali, rivela, rispetto allo scienziato, in maniera piu autentica e verosimile il moto storico teso all’umanizzazione della societa. In seguito l’autore espone le opinioni di Politeo sul realismo e materialismo, il suo atteggiamento di fronte all’alternativa Desanctissiana e Buffoniana sul problema »stile-uomo« e »stile-cosa« e all’alternativa »arte come atto creativo« oppure »arte come riflesso puro«. Il terzo capitolo è un’analisi della soluzione offerta da Politeo al diverbio tra »arte pura« e »arte militante«, contrapposta d’una parte alla teoria di Kant e Croce e dall’altra parte al dogmatismo di quello che sara poi »ii realismo socialista«. A conclusione del saggio l’autore, in tenue polemica con alcuni critici di Politeo, cerca di collocare ii filosofo in una meritata posizione nella storia della filosofia moderna, privandolo di quei pregi che talvolta malintenzionalmente gli erano stati attribuiti.



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Published

2018-04-16

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Articles