Il comico e la satira del Machiavelli nella demistificazione della morale rinascimentale

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DOI:

https://doi.org/10.15291/radoviling.2364

Abstract

Impegnatosi nella politica dello stato e avviato il pensiero a trattare questioni riguardanti la prestrutturazione degli organismi statali, o meglio ie tecniche da adibire per la formazione di uno stato ideale, Niccolò Machiavelli scopre profondi fessure nell’etica politica e sociale, a cui l’Umanesimo aveva affidato il compito di far da correttivo alla corsa sfrenata della società comunale verso le allettanti mete del progresso umano. Passione per le cose correnti da una parte e corruzione minacciante di sfondare gli ideali vigenti e le prospettive dell’altra, indussero il segretario fiorentino ad alternare i temi!, a spostare gli interessi, a cercare metodi creativi e tecniche diverse. Per sventare ì tranelli, tesi dalla convinzione ufficiale sostenente l’idea che la coscienza morale aderisce armoniosamente alla progressiva consolidazione e cosmopolizzazione delie forze economiche - sostegno esclusivo degli stati repubblicani e unica difesa degli ordinamenti comunali, Machiavelli rifugge alla ormai fradizionale arte comica e alla satira ancora in embrione. La consapevolezza che il vizio sta insidiando la società, acuisce la sua coscienza satirica la quale, aggiunta a quella comica, fruttò un’opera teatrale altamente artistica, nonché versi e .prose meno impegnative, concepiti tuttavia collo scopo di illuminare lo stato idi disgregazione in cui si trova la miorale .rinascimentale. Nella Mandragola, Che sorpassa di gran' lunga i valori teatrali ed estetici della commedia cinquecentesca, l’elemento satirico si innesta discretamente, ma con una certa 'tendenza, a quello comico. Arricchiti in tal modo i ben noti requisiti dello scrivere, Machiavelli coglie felicemente gli aspetti più drastici della deformazione morale.. Tanto nella Mandragola, quanto nella Clizia fissa lo sguardo sulla dubbiosa compagine della famiglia constatando l’assenza delle norme etiche atte a regolare le azioni dell’uomo nella sua funzione di cittadino e di padre di famiglia, sulla profanazione delle sane l.eggi della natura, nonché sulla' sempre più visibile decomposizione della coscienza morale dei religiosi. Nei versi, nonostante il mancato vigore artistico, come pure nella novella »Belfagor arciđiavolo«, la vena boocacesca, sorretta da quella satirica, contribuisce a demistificare il volto intimo dei -contemporanei, a denudare il retroscena della vita morale del Rinascimento.

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Published

2018-04-17

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