Origine e portata dei dilemmi stilistici di Benedetto Croce

Authors

DOI:

https://doi.org/10.15291/radoviling.2386

Abstract

L’autore vuole attualizzare ii pensiero di Benedetto Croce, mettento in ril'evo alcuni particolari finora, in parte, trascurati dalla critica. Dopo aver analizzato l’origine del monismo metafisico del primo Croce, tendente a superare il dualismo deaanctisiano, l’autore rileva le contraddizioni principali dell’estetica croceana, trovando in queste i primi sintomi del suo future orientamento sti'listico. Il primo passo di Croce verso una nuova conceziome linguistica - ideologicamente presente gia nella sua storiografia - fu, secondo l’autore, il riconoscimento, da parte di Croce, della Iingua-pratica e quindi la creazione del concetto di lingua-istituto che, in virtu del principio croceano di circolarita, dovrebbe oostituire la materia potenziale de'la nuova sintesi linguistica, la lingua individuale. S questo, secondo l’autore, il punto-chiave dell’evoluzione del pensdero di Croce. L’autore espone l’atteggiamento di Croce sul rapporto tra lingua individuate e lingua-istituto, concludendo che ii principio dialettico di negazione de’la negazione sta alia base della concezione croceana dell’evoluzione linguistica. In seguito l’autore interpreta le idee di Croce suit identity tra lingua individuate e sti’e; sull’importanza del rinnovamento stilisitico per ii rinnuovo della carica comunicativa della lingua-pratica; sulla comunicabilita della poesia in rapporto alia possibility d’interpretazione storica di questa; suite difficulty, non soltaroto di caraittere estetico, ma pure stilistico, cui va contro ogni tentativo di traduzione dell’espressione poetica. A conclusione l’autore rileva alcune analogie tra Croce e Gramsci, Sostenendo che le loro diversity politiche e ideologiche sono dovute principalmente a faititori di carattere empirico.



References

Published

2018-04-18

Issue

Section

Articles