L'Opera della Commissione ortografica a Zara nel 1820.
DOI:
https://doi.org/10.15291/radoviling.3318Abstract
Durante la seconda reggenza in Dalmazia, in base al Decreto governativo del 16 ottobre 1820, si riuini un gruppo di esperti linguistici nel Seminario arcivescovile di Zara per discutere sulla riforma dell’ortografia latina in uso nella lingua serbo-croata. La Commissione composta da M. Bobrowski, B. Mihaljević, N. D. Budrović e P. Miošić fu presieduta da F. M. Appendini.L’opera di semplificazione e di unificazione dell’ortografia a scopi letterari in Dalmazia si prefiggeva soprattutto un fine pratico: agevolare agli alunni lo studio della lingua »illirica«. Pero, la riforma dell' ortografia mirava a scopi piu vasti: i componenti la Commissione erano convinti che la grafia »illirica« avrebbe ottenuto grazie alla loro riforma »un sistema costante ed uniforme« in modo da porre fine alla nociva incertezza e multiformita nell' ortografia.
L’ortografia riformata verrebbe adottata — secondo il parere dei componenti la Commissione — nelle traduzioni delle leggi, nella compilazione dei manuali scolastici elementari, nella traduzione dei bandi e in generale in tutti gli atti scritti con caratteri latini in lingua croata. Percio, in seguito non si dovrebbe permettere la pubblicazione o la ristampa di libri croati in Dalmazia la cui ortografia non fosse in armonia con la suddetta riforma.
L’autore fornisce dati piu ampi sui membri della Commissione; quindi espone, in particolari, gli undici paragrafi del verbale nei quali si discute sull’uso dei vari grafemi. Ritiene che il Convegno della Commissione per l’ortografia a Zara nonche le sue conclusioni vanno valutate come un passo positivo verso la stabilizzazione della grafia latina in quella parte della Croazia in cui regnava prima una varieta di sistemi ortografici. Il principio adottato dalla Commissione di usare un segno unico per ogni suono fu giusto. Infatti, quasi tutte le soluzioni proposte vi si conformarono: c, č, h, s, š, ž andavano scritte con i segni: c, g, h, s, f, x, eccezione fatta per il digramma ch per il suono ć (usato particolarmente nei cognomi slavi in -ić [-ich]) che fu ampiamente giustificato dalla lunga tradizione letteraria, e per il digramma Ij, nj e dx. D’allora in poi, nei libri, bandi e scritti croati che di rado si stampavano in Dalmazia, la nuova ortografia fu in uso. Soltanto Ragusa rimase fedele alia propria ortografia tradizionale.
La riforma aveva un positivo scopo pratico intorno al 1820 per aver unificato ortograficamente un determinate territorio. Piu tardi, intorno al 1840, in seguito all’apparizione del Disegno dell’ortografia croato-slava di L. Gaj e agli sforzi degli »illirici« di Zagabria diretti ad un’ortografia unitaria in tutte le regioni croate, essa rappresentava un ostacolo anacronistico alle legittime aspirazioni verso una letteratura croata comune, sia nella lingua che nel-l’ortografia. L’autore accenna alle ripercussioni di tale atteggiamento mentre si propone di trattarne l’argomento piu a fondo in un altro articolo.
References
Downloads
Issue
Section
Articles


