Considerando Freud e Marx come i due »scopritori e liberatori đel mondo moderno«, Moravia penetra nel campo del sesso con la piena consapevolezza di andare incontro ad un mondo da svelare e collegare a quello scoperto đa Mara, puntando lo sguarđo sulla natura biosociologica dell’uomo con lo scopo di »demisti- ficare« l’attività degli istinti e di fissarne il ruolo nella vita degli esseri umani. L’autore del saggio, dopo aver constatato che certi postulati della dottrina di Freud e di Mara trovano riscontro nei libri di Moravia, prende in esame le pagine in cui il narratore ha cercato di interpretare le idee dei due grandi scopritorl e di trasportarle nella materia narrativa e afferma che lo scrittore si appoggia alla soluzione marxista del problema biologico e sociale. Inđaganđo sulla verith piu elementare dell’esistenza dell’uomo, del »suo volto reale«, Moravia comprese non solo il senso integro del1 pensiero di Marx che invitava a penetrare nella vita intima, privata dei personaggi e a presentarli nei lpro »negligés« assieme al mondo circostante di soggetti subordinati ad esso, ma ha voluto confutare le vecchie teorie che prescrivevano allo scrittore di non intromettersi nei problemi intimi piu delicati, sessuali in primo luogo, per non alterare il' concetto del bello artistico. Penetrato nei campo della sessualrta, Moravia si e lasciato guidare da Freud e, scoperto uno degli imperativi piu intransigenti delVindividuo, cioč quello degli impulsi naturali che si impongono con le proprie esigenze, si appresta a dimostrare che l’uomo viene mosso dagli istinti e che il modo come essi si manifestano dipende dagli elementi sociali, materi ali, morali e storici, dal fattore »tempo e spazio« e dalle interferenze del »caso«. Pur essendo sitato messo in rilievo che nell’opera moraviana vi è stato fatto il tentativo di fustanare in un insieme e di applicare le principali tesi della dottrina marxista e freudiana, nei saggio si pone in evidenza ii fatto che Monavia, presa cosoienza del condominio delle due dottrine, quella marxista e quella freudiana, e della loro reciproca siubordinazione, non ha saputo avvicinarle in modo da integrarle nella propria visione artistica. Per questa ragione certi personaggi sembrano areature monche, indefinite, incom- prensibili, come Leda ed Emilia. Con cid l -narratore ha trasgređito la veritš. artistica che richiede figure integrali, intere, armoniche, condizionate nella loro varia attività, ma complete nella dialettica del loro »esserci«. L’interpretazione artistica delle teši freudiane, ritiene l’autore dell’articolo, esige una particolare sensibilith e una misura eccezionale nell’elaborazlone della problematica sessuale; in caso contrario si corre ii pericolo di deviare nell’erotismo e rendere troppo profana la materia narrata. Moravia ha cercato di controllare sè stesso dopo aver stabilito i punti d’incontro tra la psicoanalisi e il momento sociologico. Tuttavia in certe pagine, conclude l’autore, sotto l’influsso esagerato di Freud, lo scrittore e incespicato nell’etica ed è cađuto nei naturalismo perva- dendolo di un’atmosfera edonistica.