Dal lontano 1883 in cui F. Miklošič iniziò lo studio del test» della »Hasanaginica«, delle sue varianti e delle sue numerose traduzioni due teorie contrastanti hanno cercato di spiegare il modo in cui Alberto Fortis abibia appreso il testo della celebre ballata popolare croata. Va notato che usiamo il termine testo in senso lato, attribuitogli dalla linguistica moderna (»insieme di enunciati, non necessariamente in forma scritta«). Secondo gli uni il Fortis .si era servito di un testo già scritto da altri, procuratogli da qualche suo dotto amico; secondo gli altri il Nostro l’avrebbe colto dalla viva voce del popolo o sentito recitare. L’autore cerca di integrare le due tesi -summenzionate in una sintesi. Secondo lui, la fonte principale del Fortis è stata una contadina croata, ossia Stane (Anastasia), originaria di Drvenjak un casale fuor di mano, situato sulle pendici dello Svilaja, presso Drniš in Dalmazia. Stane gli si era affezionata durante i suoi viaggi in quelle parti e lo aveva poi seguito in Italia per amministrare la sua casetta di campagna a S. Pietro d’Arzignano presso Vicenza. L’autore -prova ohe il Fortis ha fatto conoscenza con Stane al più tardi nel 1773 (e forse anche già nel 1771) e non nel 1779 come finora si pensava (troppo tardi per spiegare la pubblicazione della ballata e della rispettiva traduzione italiana nel capolavoro fortdsi-ano Viaggio in Dalmazia 1774). Ha individuato inoltre il suo villaggio, come è detto di sopra, eliminando così Imo-tslki dove la ballata non era conosciuta. Per giunta, una variante della celebre poesia, che non differiva molto dal testo riportato dal Nostro, era cantata da donne anziane a Otavice (a soli 3 km da Drvenjak) ancora nel 1892. I. Meštrović l’ha pubblicata nel 1932 per onorare il primo centenario della morte di Goethe la cui traduzione tedesca aveva assicurato alla »Hasamaginica« una fama europea. LI testo notai» dal Fortis è stato però rimaneggiato dai suoi dotti amici o dietro loro consiglio: lo dimostra la sua forma jekavizzata e arcaizzante notaci dal primo volume del Viaggio. L’autore è del parere che studi ulteriori della corrispondenza inedita di A. Fortis e di carattere geolinguistico addurranno delle prove decisive a favore della sua ipotesi.