L’autore vuole attualizzare ii pensiero di Benedetto Croce, mettento in ril'evo alcuni particolari finora, in parte, trascurati dalla critica. Dopo aver analizzato l’origine del monismo metafisico del primo Croce, tendente a superare il dualismo deaanctisiano, l’autore rileva le contraddizioni principali dell’estetica croceana, trovando in queste i primi sintomi del suo future orientamento sti'listico. Il primo passo di Croce verso una nuova conceziome linguistica - ideologicamente presente gia nella sua storiografia - fu, secondo l’autore, il riconoscimento, da parte di Croce, della Iingua-pratica e quindi la creazione del concetto di lingua-istituto che, in virtu del principio croceano di circolarita, dovrebbe oostituire la materia potenziale de'la nuova sintesi linguistica, la lingua individuale. S questo, secondo l’autore, il punto-chiave dell’evoluzione del pensdero di Croce. L’autore espone l’atteggiamento di Croce sul rapporto tra lingua individuate e lingua-istituto, concludendo che ii principio dialettico di negazione de’la negazione sta alia base della concezione croceana dell’evoluzione linguistica. In seguito l’autore interpreta le idee di Croce suit identity tra lingua individuate e sti’e; sull’importanza del rinnovamento stilisitico per ii rinnuovo della carica comunicativa della lingua-pratica; sulla comunicabilita della poesia in rapporto alia possibility d’interpretazione storica di questa; suite difficulty, non soltaroto di caraittere estetico, ma pure stilistico, cui va contro ogni tentativo di traduzione dell’espressione poetica. A conclusione l’autore rileva alcune analogie tra Croce e Gramsci, Sostenendo che le loro diversity politiche e ideologiche sono dovute principalmente a faititori di carattere empirico.