Elio Vittorini tra il marxismo e l'esistenzialismo
DOI:
https://doi.org/10.15291/radoviling.3329Abstract
Elio Vittorini e senza dubbio uno dei pizu noti rappresentanti della letteratura italiana contemporanea; il problema universale che egli tratta nelle sue opere e il suo stile tutto particolare hanno contribuito alla divulgazione della sua fama al di la del confine nazionale e lo hanno posto tra i piu conosciuti e tradotti scrittori d'Europa e del mondo moderno. Oggi le opere letterarie di Vittorini di costituiscono un inestimabile tesoro per tutto il mondo progressivo che lotta anche oggi, come durante la Seconda guerra mondiale, per ridare all'uomo una giusta posizione sociale e una degna soddisfazione per quella barbara »disumanizzazione« che caratterizzo una delle piu radicali decadenze morali della storia moderna. Tuttavia, se d'uno lato l'atteggiamento del Vittorini e ben preciso dal punto di vista del sou antifacismo ed anticonformismo, l'ideale che egli vorrebbe opporre a quel mondo corrotto e tuttora molto incerto e controverso. Collocando Vittorini tra il marxismo e l'esistenzialismo l'autore dell'articolo ha voluto mettere in evidenza il vasto raggio d'azione che separa questi due poli diametralmente opposti e su cui vaga la fantasia dell'artista alla ricerca di una giusta soluzione del piu complesso problema della societa odierna.
La dubbiosita del suo ideale politico-sociale, dovuta parzialmente a fattori soggettivi e parzialmente a cause oggettive, legate alla molteplicita di sfumature che il movimento socialista assunse nel nostro immediato passato, traspare in tutte le sue opere: nei suoi saggi politico-ideologici, pubblicati nelle riviste e nei giornali italiani degli ultimi anni (Il Politecnico, Il Tempo presente, La Stampa ecc.) e in parte riassunti nel suo recentemente edito Diario in pubblico; nelle sue opere letterarie che, malgrado la loro varieta d'ispirazione, ripetono in modo piu o meno palese questo grande problema, non soltanto del Vittorini ma della stragrande maggioranza del mondo occidentale. Ma qui sta proprio la forza artistica del Vittorini che e riuscito ad esprimere in forma poetica l'incertezza e l'instabilita d un' epoca storica e di una societa travagliata da lotte politiche, ideologiche e filosofiche. E quando il Vittorini, transcendendo la propria vocazione artistica, sale sopra un piedestallo politico per accennare una via d'uscita da quel vicolo cieco, il suo insegnamento, pregno di estetismo irrazionale piuttosto che di esperienza politica, risulta inaccettabile: esso sa troppo di ideologia piccoloborghese che trova la soluzione del problema sociale nella semplice revisione del marxismo oppure in una gamma di sfumature della filosofia dell'esistenzialismo.
Ma l'arte non si propone sempre di risolvere fino a fondo i problemi sociali; il suo compito principale e quello di impostare il problema, mettendo in luce i vizi e le ingiustizie dell'umanita. E importante che il problema sia bene impostato e che la critica venga fatta da una posizione progressiva ispirata principalmente all'idea dell' umanizzazione della societa. In tal caso la soluzione del problema si presenta da sola, senza che l'artista ce la ponga esplicitamente. L'autore dell'articolo e d'opinione che il Vittorini sia qui plenamente riuscito.


