La missione conoscitiva della letteratura italiana contemporanea

Authors

  • Glorija Rabac

DOI:

https://doi.org/10.15291/radoviling.3335

Abstract

Nella breve nota introduttiva del suo articolo l’autore definisce il ruolo e la funzione della letteratura italiana attraverso i secoli sottolineando l’equivalente conoscitivo ed educativo manifestato sistematicamente dai tempi più remoti, da quando l’uomo cominciô ad aspirare al raggiungimento di una cultura spirituale superiore al giorno d’oggi. Viene messo poi in luce, dopo aver accennato alla situazione politico-sociale che condiziono certa narrativa alla vigilia della Seconda guerra mondiale (narrativa che si opponeva all’ accademismo, alla retorica, al conformismo e che apri la via ad una determinata corrente letteraria che oggi si suole definire col termine di neorealismo), l’aspetto rivoluzionario delle opere letterarie dell’immediato dopoguerra. A darle tale aspetto vi contribuirono imaggiori scrittori odierni quali Vittorini, Moravia, Pratolini. Furono loro — accanto a Bilenchi, Bernari e Silone, coadiuvati dagli estinti Pavese e Jovine, — a schierarsi dalla parte del mondo offeso per ridargli la dignita perduta e dimostrare che ogni uomo ha diritto alla libera manifestazione della propria personalità se è in grado di assumersi una certa responsabilité di fronte alla storia e alla societa. Partendo da qui, alcuni  narratori hanno cercato di fissare i limiti, nonchè le esigenze della letteratura contemporanea, prodigandosi di rispecchiare nelle loro opere l’individuo e la societa e i loro reciproci rapporti, delineandovi il fattore tempo scrupolosamente e nettamente e dando a tutti gli elementi una nota irrepetibile.
Sfondate le vigenti barrière morali, tradizionali, tecniche e linguistiche, alcune opere artistiche sono riuscite a scoprire gli attriti e i dissensi, palliati da secoli per prammatica politica, tra la societa e l’individuo. L’uomo fu piazzato nuovamente al centro del contenuto non corne latore di un problema psicologico, sociale o morale, caratteristico per l’epoca in cui viviamo, ma come parte integrale di un meccanismo sociale concreto. Cosi siamo venuti a sapere che anche l’individuo amorfo, l’uomo »vile«, l’italiano ignoto, quello che la storia aveva ridotto spiritualmente a vassallo, aveva potenzialmente forza da imporsi al secolo e dirigere il corso del tempo, cioè di partecipare attivamente al processo storico. Dopo aver accostato naturalisti e neorealisti e segnalato le apparenti affinita e le effettive divergenze, l’autore passa in sommaria rassegna quelle opere che puntando sulle varie implicazioni della società hanno potuto allargare la nostra conoscenza dei rapporti tra individuo e società e dell’apporto che l'uomo comune puô dare al corso degli eventi e ai rivolgimenti sociali. Si constata poi che il metodo artistico di cui si servono e la ricerca della materia nella storia e nella cronaca hanno indotto gli autori ad accomodare lo stile e il linguaggio ai nuovi soggetti e temi e hanno dato colore locale e una nota folcloristica alla realta che descrivono. Venne cosi escluso aprioristicamente l'elemento romantico come pure il mito dell'eroe.
L'autore conclude ce la lettaratura italiana contemporanea, ispirandosi alle fonti vive della realta attuale, ha compreso che solo l'uomo rappresentante dell idea »del lavoro e della ragione« puo umanizzare il contenuto della poesia e dell’arte ed ampliare la tematica della narrativa, arricchire in tal mode la conoscenza del lettore.

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