In base alla corrispondenza di I. Grgić e M. Barada che si è conservata, nonché a base delle proiprde cognizioni l’autore attesta che il primo a scoprire il manoscritto di Diritto consuetudinario di Vrana nell’Eredità di Ivan Lucius nel’.’Archivio capitolare di Split fu lo storico croato M. Barada e non il dott. Grgić come fu ritenuto finora e come di conseguenza questo dato erroneamente entrò nella nostra storiografia. In seguito lo stesso autore pubblica nuovamente questo Diritto consuetudinario di Vrana dell’ 1454 il quale è conservato nella forma integra nell’ apografo risalente alla seconda metà del secolo XVII nella già citata Eredità di Ivan Lucius nett’archivio capitolare di Split. L’autore lo mette a confronto (nelle note apposite) all’apografo di Ivan Grgić (dattiloscritto) e a quello di M. M. Fìreidenberg, che semplicemente riprodusse nel 1971 in «-Radovi« JAZU di Zadar (18) l’apografo di Ivan Grgić nonché attesto originario finale di Diritto consuetudinario di! Vrana del sècolo XV,, ritrovato dal dott. T. Raiuikar nel 1974 nell’ Archivio storico di Zadar, rimasto inedito. Questo Diritto consuetudinario di Vrana è stato presentato nel 1454 in forma di capitula o di1 capitoli ed è messo, a diiispotaiziome di Laurentius Loredanus conte zaratino’, di Benedictus de Muta, capitano della città di Zadar, nonché ai distretti e comitati zaratini da parte degli abitanti dei villaggi del distretto di Vrana. Dopo averto dettagliatamente esaminato i detti rettori zaratini confermarono il 1. IV del 1454 questo Diritto consuetudinario di Vrama, che poi fu copiato per loro ordine dal l'aro notaio Antonio Campoiongo di Padova. Tra le numerose espressioni contenute in questo Diritto l’autore tratta dettagliatamente e principalmente in base al materiale ignoto li fermimi »«ilare« e »«itile«; quest'attimo stranamente non contenuto in questo Diritto bensì nel cosiddetto Catastico di Zadar, del secolo XV, pubblicato dallo stesso autore già nel 1949. Oltre al termine vilan vengono menzionati in questo Diritto consuetudinario di Vrana i seguenti termini: lavoratori, feudatarii, borghesani, homines, habitatores nonché il termine murlaco. L’autore si intrattiene più o meno estesamente su tutti questi termini, soprattutto però sul'a parola murlaco, la cui trattazione completa con Al materiale autentico tratto dall’Archivio storico di Zadar e quali lo conducono a dei risultati interessanti. Nello stesso modo l’autore si è intrattenuto sui termini posoba, contenuto pure questo in Diritto consuetudinario di Vrana, e Zudese (judices) e sulle toro competenze e infine sul termine universitas hominium et habitatorum burgi Aurane eiusque comi- tatus, indi sulle varie denominazioni date a Vrana e suo distretto in questo Diritto consuetudinario e sulla giurisdizione alla quale Vrana e suo distretto erano soggetti.