Contributo alla sfragistica di Zara (Zadar)

Authors

  • Ivo Petricioli

DOI:

https://doi.org/10.15291/radovihahu.1864

Abstract

L’Autore pubblica cinque sigilli da Zara sino ad ora sconosciuti. Il primo, che andò perduto e che si trovava alla metà dell’Ottocento nella collezione del sacerdote zaratino G. Giurato, è senz’altro il più prezioso. Si trovava su un documento del 26 giugno 1190; e rappresenta lo stemma primario della città di Zara - un castello e l’effìgie di Sant’Anastasia. L’autore ha rinvenuto nella Biblioteca Scientifica una vecchia fotografia di questo sigillo, il che gli ha reso possibile la analisi, I successivi sigilli cittadini medievali con l’effigie di San Grisogotno a cavallo ci sono noti solamente per descrizione. L’Autoire ne ha ritrovato pure m o del tardo Rinascimento. In seguito vi si tratta del sigillo del Capitolo zaratino del quale sono stati ritrovati quattro esemplari. Tre di essi abbastanza danneggiati, si trovano nell’Archivio Storico di Zara e uno, quasi intero, nella collezione dei Francescani di Zara. Due esemplari hanno a tergo dei controsigilli piccoli e rotondi. Questo sigillo, con l’effigie di santi incorniciati da elementi di ornamenti architettonici di stile gotico, rappresenta il tipo più ricco di sigillo. Veniva usato nella seconda metà del XlIV e all’inizio del XV sec. Si parla poi del sigillo dell’Arcivescovo di Zara, Laurenzio Periandro (1247—1287) che si custodisce nell’Archivio francescano. Esso è notondo e ha delle particolarità di stile romanico. Rappresenta l’Arcivescovo sul trono con i leoni. Si parla pure del perduto sigillo dell’Arciveseovo di Zara, Nicola Matafari (1883 - 1367), descritto dal Bianchi nel 1877 e in fine si tratta di un sigillo simile a quello dell’Arcivescovo Laurenzio Venier (1428—1449) che è stato ritrovato dall’Autore nell’Archivio Storico di Zara.

References

Published

2018-04-18

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