Due chilometri a sudest di Zara si trova la colonia denominata Borgo Erizzo (Arbanasi). DopO la seconda guerra mondiale, con lo sviluppo della città, questa colonia divenne suo sobborgo. Questi Albanesi emigrarono dal territorio turco, dalla regione del Iago di Scutari e dal litorale di Antivari, al tempo delle tre emigrazioni che vanno dal 1726 al 1793. Essi hanno conservato siino ad oggi la loro lingua sebbene rappresentino un oasi circondata da tutte le parti da elemento croato. Lo sorittore, servendosi dei recen/tissimi risultati del Dott. Kruno Krstić su queste migrazioni, li élabora e mette in rilievo che uno dei principali motivi di queste emigrazioni era non solo »l’ardere per la fede cattolca«, come si espri- mono gli stessi documenti ufficiali veneti, ma anche »l’attaccamento aUa Repub- blica veneta« o, come si potrebbe dire con un’espressione politica moderna, »la quinta colonna«. Questi Albanesi hanno conservato sino ad oggi non solo il loro idioma della parlata ghega, ma anche dal lato etnico essi si considerano Albanesi. Al tempo del risveglio della coscienza popolare croata in Dalmazia, nella seconda metà deirottocentO', la maggioranza di questi Albanesi si schierô com i Croati e la minioranza con il partito autonomista. Nel mese di settembré del 1897 quattro Albanesi di questa colonia tentarono di fondare un giornale a Borgo Erizzo in lingua albanese: »Zâni Šćyptarit«. Il gionnale doveva useire su dodici pagine, due volte al mese. Essi indirizzarono ai propri connazionali un proclama in lingua albanese, in lettere latine, risolvendo il problema dell’ortografia mediante i segni diacritici croati. Il giornale avrebbe dovuto essere apolitico e il suo scopo era di collegare tutti gli Albanesi, quelli dell’Impero turco, come pure -quelli nella diaspori. Gli Albanesi della Turchia desideravano assecondare taie azione che fu promossa da un certo Albanese dal?Albania turca il quale si atteggiava a »filologo«. Due sacerdoti e due laici furano i promotori di questo periodico. Uno di essi, Don Mijo Curković, faceva parte dell’orientamento politico croato, mentre ii secondo Don Cristoforo Stip-- cevich militava nelle file degli autonomisti. ' Pietro Marussich si trova pure nelle file degli autonomisti, mentre Luči Pavao Relja è seguace dell’orienta- mento croato. Un comitato politicamente cosi eterogeneo, in quell’epoca di aspri conflitti politici, tra gli autonomisti e i Croati dl Zara e della Dalmazia, non poté dar vita al periodico, anche se questi quattro, mossi da idee patriotiche albanesi', non poterono ruiscire nel loro intento anche per il fatto che la popolazione albaj- nese non mostrô di comprendere il pi-oblema flnunziario del periodico. In tai modo il tentativo ebbe a falire già al suo inizio e nemmeno un numero del giornale poté venire alla luce.