Come Alberto Fortis pote' venire a conoscenza della "Hasanaginica"
DOI:
https://doi.org/10.15291/radovihahu.1905Abstract
A. Fortis non ha lasciato dati di come sia venuto a conoscere la ballata »Hasanaginica«. I filologi studiarono a fondo la questione e la maggioranza acce'ctô oppure vario l’ipotesi di F. Miklošić dell’anno 1883 (S. Bosanac, B. Bo- gišić, M. Curćin, M. Sakulac, M. Murko ed altri). Secondo questa ipotesi risulte- rebbe che il Fortis non abbia potuto annotare la ballata ascoltando il cantar popolare perché conosceva male la lingua della ballata, ma l’avrebbe probabil- mente trascritta da qualche manoscritto di canti orali, avuto da qualche suo amico dalmata (Grubišić, Sović, Bajamonti). Un’opinione particolare ce la diede (nel 1973) 2. Muljačić ammettendo la possibilité che il Fortis avesse udito la ballata da una donna dei dintorni di Drniš, che gli prestava devoto servizio. C. Lucema (nel 1905) ha espresso con precauzione e quasi di sfuggita l’idea sulla possibilité che Fortis avesse sentito la ballata dal serdaro Ante Pervan, denominato Prže, nato nel villaggio di Kokorići nelle immediate vicinanze della localité di Vrgorac, retroterra del litorale di Makarska. Considerata più a fondo tale possibilité e se ci si addentra meglio nei frammeriti del suo »Viaggio in Dalmazia«, dove con singolare gratitudine questi menziona la cordiale ospi- talité avuta dal serdaro Pervan, di cui il Fortis fu, alcuni giorni, ospite nel 1773, e quando si sa che Pervan in gioventù aveva cantato alcuni canti popolari, epici e lirici, allora la supposizione diventa più accettabile. Più verosimile e plù logica appare la possibilité se si tiene conto della leggenda di questa regione secondo la quale la Hasanaginica, cioè Fatima Pintorović, sarebbe nata oppure avrebbe pernottato in una torre del Pervan (costruita in modo turco) e tanto più se a tutto questo si aggiunge il fatto che ancor oggi molti discendenti del serdaro fanno vedere un sentiero prenapoleonico per il quale sarebbe passato il corteo nuziale della Hasanaginica (da Ljubuški attraverso Vrgorac, Kokorići, 2upa e Zagvozd per Imotski) e che tuttora raccontano la storia dei loro antenati, secondo la quale nelle loro vene ci sarebbe un po’ di sangue musulmano.References
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