Lovro Monti e il risorgimento nazionale in Dalmazia
DOI:
https://doi.org/10.15291/radovihahu.1890Abstract
La storiografia del risorgimento nazionale in Dalmazia non ha ancora messo in rilievo sufficientemente il fatto che il movimento non sia stato omoge neo e monalitico, ma che vi siano staiti vari gruppi e correnrti. A desitra vi si trovavano Mihovil Pavlinović e Kosto Vojnović, saturi. di comceziioni conservatrici e di preoccupazioni religiose, cattolici ferventi e decisamente ostili ad ogni sorta di trasformazione sociale. A sinistra vi si trovavano Natko Nodilo e Lovro Monti, liberali intransigenti ed anticlericali, ideologi dell’ala sinistra della democrazia borghese, risoluti nella lotta contro la reazione, da qualsiasi parte essa venisse.Tra i rinnovatori nazionali in Dalmazia Lovro Monti è colui su cui è, forse, stato scrilto di meno. Il trisavolo del Monti, artigiano, fabbro di pro- fessione, di origine italiana, da parte del padre e serbo-croata, da parte della madre, venne in Dalmazia da Bergamo, si stabili nella fortezza di Knin fon dandovi il casato già verso la fine del ’600. Il Monti fréquenta il ginnasio elassico a Zara e la facolta di giurisprudenza a Padova dove fù promosso dottore in giurisprudenza. Faitto ritamo in patriia il Monti ottenne un posto di -candidato d’avvocatura a Spalato, e vj fù. introdotto nella vita pubblica. Podestà di Spalato era allora Antonio Bajamonti, uno del prineipall autonomisti dal mati. In sua opposizione si costttui un gruppo di giovani Croati, patrioti appassionati, prevalentemenle intellettuali, privi di mezzi materiali indispensabiii per ogni specie di attività politica e pubblicistica. Ci penso Vito Morpurgo, libraio spalatino, editore dell’An.nuorio Dalmatico e di vari libri ed opuseoli Patriota anche lui, il Morpurgo prese a pubblicare le opere dei giovani patrioti, inducendoli pure aill'attività lotteraria. Tra questi, uno dei più noti fù Lovro Monti, autore di due articoli significativi, pubblicati nell’Annuario di Morpurgo: »Degli intenti del giornalismo in Dalmazia« (dii cui è stato detto, con dovute ragioni, che costituiva »il più anitico documenta, ideologico e programmatico del risorgimento nazionale, contenente elementi di un’idea di uguaglianza democratica di sinistra) e »Del futuro indirizzo della classe colta in Dalmazia« (che si collega armoniosamente all’articolo precedente, elaborando minuziosamente alcune idee, li appena accennate ed annunziate).
Nell’opuscolo separata Considerazioni sull’annessione del regno di Dalmazia a quelli di Croazia e Slavonia, il Monti dimostra, con una serie di nuove e conv'ncenti testimonianze il carattere slavo della Dalmazia propugnando l’uni ficazione della Dalmazia, Croazia, Slavonia e Vojvodina. Contro taie programma del Monti invei aspramente, dalle sue posizioni autonomistiche, Antonio Bajamonti. Il Monti fù uno dei promotori, nonchè uno dei primi collaboratori dello organo del Partite nazionale in Dalmazia, che vide luce per la prima volta a Zara, ii 1. Ill 1962. con il titolo II Naîlonale, in lingua italiana e Narodni list, in lingua serbo-croata. Il primo redattore ne fù Natko Nodilo, insigne storiografo croato; il primo mecenate il vescovo Strossmayer. In veste di deputato alia Dieta della Dalmazia (1866—1882), il Monti, esperto conoscitore degli acuti problemi economioi della sua regione di Knin, una zona economicamente depressa, s’interessô in modo particolare all'incremento dell’agricoltura, alia costruzione di ferrovie, strade e vie di com'unicazione, all’imboschimento nazionale, alia costruzione di pozzi, scuole, ospedali,. all’istruzione sanitaria del popolo elcc. Il fatto che il Monti fù per ben quattro- volte rieletto deputato, senza antagonisti, costituisce la prova più eloquent« della sua vasta popolarità. Deputato nazionale al parlamente di Vienna, dal 1873 al 1882, il Monti proipugno, con perseveranza, l’idea di un rinnovamento economico e culturale della Dalmazia. Egli insistette, al parlamente di Vienna, sulla nécessité di estendere la linea ferroviaria almeno fino a Knin, comprovando, con una serie di argumenti convincentii, l’impomtanza e il significaito di un miglioramehto delle vie di comunicazioni per il risveglio economico della Dalmazia, ma non vi riusci. E quando nel 1881. sorse il dissenso tra i Serbi e i Croati, quando i rappre- sentanti serbi disertarono il circolo comune del. Partite nazionale, costituendo, in seno alia Dieta della Dalmazia, un proprio circolo autonome', il Monti con- dannô gli estremisti e sciovinisti di ambedue le parti, rimanendo fuori di quel conflitto che egli riteneva nocivo per gl’interessi nazionali. Declinando ogni responsabilité, di fronte ai contemporanei e ai posteri, per un conflitto di cui non si rese mai colpevole, ma che tuttavia non riusci a spegnere, il Monti rassegnô le proprie dimissioni ad ambidue i mandati, ritirandosi dalla scena politica. Verso la fine della vita, un anno prima di morire, il Monti stese il proprio testamente politico: una lettera indirizzata alpunione della giovenitù croata e serba deU’Université di Zagabria, datata Knin, 16. II 1897. e pubblicata nell’almanacco della gioventù II pensiero nazionale (Narodna misao, 1897). Il Monti vi espose le proprie idee circa il conflitto serbo-croato nonchè circa la soluzione della questione nazionale jugoslava, nella visione di una grande Jugoslavia, dall’Adriatico al Marnero.


