Gli schiavoni e la Santa Casa di Loreto fra '400 e '500: la confraternita, gli architetti, le maestranze e i materiali fra tradizioni storiografiche e verifiche documentarie

Autori

DOI:

https://doi.org/10.15291/ars.1375

Parole chiave:

Loreto, Rovinj, architects of the Holy House, Istrian stone

Abstract

L'articolo esamina i rapporti fra il cantiere della Santa Casa di Loreto e la costa orientale dell'Adriatico, attestati dai racconti di fondazione del santuario e dai documenti storici, che mostrano la presenza di una forte comunità di Schiavoni, organizzata fin dal 1476 in una confraternita nationale, con propri sacerdoti e canonici e un ospedale per i pellegrini. Dopo aver esaminato il ruolo di vescovi come Francesco Morosini, vescovo di Parenzo e Giovanni Venieri da Recanati, arcivescovo di Ragusa, si approfondiscono le figure degli architetti Marino di Marco Cedrino e Pietro Amorosi, documentati a Loreto rispettivamente fra il 1470 e il 1474 e il 1487 e il 1512. Entrambi furono impegnati come capo-mastri nel cantiere della basilica lauretana e sono stati a lungo tradizionalmente ritenuti "dalmati". Un esame complessivo della documentazione su questi maestri, unita a nuovi documenti, permettono invece di dimostrare una loro origine diversa, veneziana per Cedrino e lombarda per Amorosi. Nonostante questi risultati, Loreto può essere ritenuta ugualmente un cantiere "illirico": il santuario con il suo secolare cantiere architettonico è stato infatti uno dei maggiori motori dei contatti artistici fra le due sponde dell'Adriatico. Tali contatti riguardarono il trasporto e la lavorazione della pietra d'Istria per la chiesa e il palazzo apostolico, che coinvolsero architetti, scalpellini, scultori e padroni di navi, rappresentando un potente veicolo di scambi culturali e artistici fra la metà del XV e la fine del XVI secolo. Appositi rappresentanti e scalpellini di fiducia a Rovigno, stipendiati dalla Santa Casa, provvedevano sul posto alla selezione e alla prima lavorazione delle pietre. Per provvedere ai trasporti da Rovigno a Loreto, l'architetto della Santa Casa, Giovanni Boccalini da Carpi (1555- 1580), fece costruire appositamente una nave che poteva trasportare grano, olio e altri prodotti agricoli della Santa Casa da vendere in Istria in cambio della pietra, attivando una singolare strategia imprenditoriale.

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Pubblicato

2017-12-19

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