Gli angeli zaratini a Ceregnano: una proposta per Gregorio Morlaiter
DOI:
https://doi.org/10.15291/ars.1394Parole chiave:
Ceregnano, Zara/Zadar, angeli di marmo, Giovanni Maria Morlaiter, Gregorio Morlaiter, scultura di Settecento, Venezia, Sant’Andrea della ZiradaAbstract
Nella piccola cittadina di Ceregnano, non lontano da Rovigo nel XVIII secolo venne costruita la chiesa parrocchiale di San Martino. I testi delle visite pastorali del vescovo di Adria Giovanni Soffietti (1733 - 1747) riportano che il vecchio edificio sacro era troppo piccolo per poter accogliere il crescente numero di abitanti e per tale motivo si decise per la costruzione di una nuova chiesa che nel 1739 però non era ancora terminata. La relazione della visita pastorale, compiuta a fine secolo nel 1792, dal vescovo Arnaldo Speroni degli Alvarotti (1766 - 1800), riferisce che l’altare maggiore era intitolato al Santissimo Sacramento, i quattro altari laterali erano dedicati alla Santa Croce, alla Madonna del Rosario, a Sant’Antonio e alla Madonna del Carmelo. La chiesa a navata unica e con l’abside a pianta semicircolare fu radicalmente rinnovata sia nel corso del XIX che del XX secolo. Tra le decorazioni scultoree della lineare facciata ad intonaco si evidenziano due statue in pietra collocate in nicchia. A sinistra San Bellino di Padova, vescovo dell’omonima città e patrono della diocesi di Adria e Rovigo, a destra la statua di San Martino vescovo di Tours cui è intitolata la chiesa. Entrambe le opere sono senza dubbio da attribuire a Giovanni Bonazza (Venezia 1654 – 1736, Padova) e lo stile esecutivo le colloca cronologicamente attorno al 1700. Ciò indicherebbe che molto verosimilmente vennero prese dalla vecchia parrocchiale e collocate sulla facciata del nuovo edificio.


